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Notizia del 30/09/2002
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| Data evento: 20/09/2002 |
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Mille Sindaci a Torino alla Conferenza dei Piccoli Comuni.
Si è tenuta a Torino, con la partecipazione di oltre mille sindaci dei Comuni di minore dimensione demografica, la seconda Conferenza nazionale dei Piccoli Comuni, alla presenza del Capo dello Stato Carlo Azeglio Ciampi e con l'intervento di qualificate rappresentanze del Governo (il Sottosegretario all'Interno Antonio D'Alì e il consigliere Carlo D'Orta, dirigente del ministero della Funzione pubblica) e di numerosi parlamentari, tra cui l'on. Merlo (Popolari-Margherita) e l'on. Osvaldo Napoli (FI) che hanno affrontato in particolare il problema del superamento del secondo mandato dei sindaci, che il Governo ha da parte sua dato come sicuramente fattibile in tempi brevi, almeno per i Comuni con popolazione inferiore ai 5000 abitanti. Il presidente nazionale Osvaldo Domenici ha illustrato al Capo dello Stato la situazione dei Comuni, che già hanno avuto tagli per oltre 2000 miliardi di vecchie lire e che con una politica di rigore e sacrifici hanno contribuito in maniera determinante all'ingresso dell'Italia nell'euro e che oggi temono, con la nuova Finanziaria, di dover pagare un ulteriore insostenibile prezzo. Particolarmente ricca di spunti la relazione introduttiva del presidente della Consulta Giuseppe Torchio, il cui testo integrale è qui di seguito scaricabile in formato WORD. Torchio ha respinto la teoria secondo cui i sindaci dei piccoli Comuni debbano continuare a farsi giustizia da soli o a ricorrere ai Tribunali, come stanno a dimostrare una serie di atti processuali, per avere ragione dei disservizi delle Poste, dei tagli alla sanità, delle interpretazioni monopolistiche di gestori dei servizi elettrici e anche di associazioni animaliste che impediscono efficaci azioni nell'interesse dell'intera collettività. Secondo il presidente Torchio, che ha presentato alla gremita platea dei sindaci il decalogo delle richieste dell'Anci per i Comuni minori che rappresentano il 72% degli 8000 Comuni italiani, occorre una grande volontà di sostegno parlamentare alle richieste sempre più forti che giungono dalla periferia. In particolare Anci ha trasformato in proposta di legge la piattaforma rivendicativa e si appella a tutti i gruppi politici a livello parlamentare per sostenere istanze così fortemente volute. Tra queste il fondo perequativo per i piccoli enti, le risorse per le unioni e le forme associate di collaborazione intercomunale, una legislazione semplificata e differenziata con adempimenti ridotti e meno macchinosi per i piccoli Comuni. Inoltre deve essere assicurato un carico sociale da parte dei gestori dei servizi pubblici che non possono agire solo su dati macroeconomici. Infine vanno pensate soluzioni adeguate alla fase transitoria delle gestioni in economia da parte dei Comuni di molti servizi pubblici, superando gli ostacoli indicati al riguardo dall'Unione europea. Per quanto riguarda il superamento del secondo mandato Anci insiste perché tale misura riguardi la totalità dei Comuni italiani. È tuttavia presente la necessità di una onorevole mediazione che potrebbe riguardare i Comuni sotto i 15mila abitanti, che già oggi godono di un sistema elettorale differenziato rispetto ai Comuni maggiori. Peraltro il Sottosegretario Antonio D'Alì - in attesa di ulteriori risposte della Finanziaria, e dello stesso incontro con il Presidente del Consiglio che vedrà oggi impegnata l'Anci insieme alle rappresentanze delle Regioni e delle Province - ha fornito a Torino alcuni importanti aperture: la prima riguarda la messa a disposizione di 87 mila euro oltre al fondo investimenti per i Comuni sotto i 3mila abitanti, inoltre 25 mila euro (10mila per spese di gestione e 15mila per investimenti) per le Unioni, mentre al pari dello scorso anno restano esclusi dal patto di stabilità i Comuni al di sotto dei 3mila abitanti. Lo stesso Sottosegretario D'Alì ha inoltre dimostrato disponibilità su altri punti del documento dei piccoli comuni come la semplificazione della legge Merloni. Il presidente della Consulta dei piccoli Comuni Giuseppe Torchio ha valutato come un primo risultato positivo la risposta del Governo, anche se il confronto con l'Esecutivo e con il Parlamento è solo agli inizi e sono previste forme di attenzione a livello di informazione e di presenza per tutti i prossimi mesi.
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Documenti
Relazione_Torchio.doc
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